Statistiche Spotify : Vedere e capire le tue statistiche

Ok, hai creato il tuo profilo di artista su Spotify e hai iniziato a mettere online la tua musica. Ti accorgerai ben presto che questa piattaforma raccoglie una quantità incredibile di dati e che imparare a vedere e capire le statistiche di Spotify sia una capacità fondamentale per la tua carriera di artista.

La panoramica di dati offerta già da subito include informazioni sicuramente interessanti come i brani attualmente in ascolto, il loro trend e i tuoi numeri dell’ultima settimana. Se però vuoi sfruttare davvero al massimo questa piattaforma, dovrai andare oltre e qui ti spiegheremo come fare.

Capire la musica tramite le statistiche

Iniziamo subito a chiarire la differenza che c’è tra gli “stream” di un brano e i suoi ascoltatori: i primi rappresentano il numero degli ascolti, i secondi sono i singoli utenti che ne hanno usufruito. Se un tuo fan va pazzo per una tua canzone e l’ascolta venti volte al giorno questo rappresenta venti stream ed un solo ascoltatore. Capiremo dopo come esaminare un dato del genere.

Chiarito questo, dopo esserti collegato, clicca su “Musica” nella parte superiore della pagina del tuo account. Da qui potrai visualizzare tutti i brani che hai caricato con il numero di stream relativi ad un certo intervallo di tempo. Puoi scegliere se vedere i dati delle ultime 24 ore, dell’ultima settimana o dell’ultimo mese (per essere più precisi le ultime quattro settimane) ordinandoli secondo il criterio che preferisci. Se te la cavi con i fogli elettronici puoi anche esportare questi dati per analizzarli in maniera più precisa e dettagliata.

Questo ti permetterà di capire facilmente quali sono le tracce preferite dai tuoi ascoltatori e quali anche vengo saltate più spesso. Noi di Spotee, ti consigliamo di utilizzare queste informazioni per i brani che scriverai in futuro, cercando di incontrare sempre di più i gusti di chi ti ascolta, o anche per decidere meglio l’ordine delle tracce nei tuoi album.

Le statistiche delle playlist Spotify

Anche in questo caso dobbiamo iniziare chiarendo le differenze tra le tre tipologie di playlist di Spotify che possono essere:

  • Algoritmiche, ovvero quelle create automaticamente da computer tramite algoritmi i cui criteri sono più o meno noti. Alcune di queste sono la “Viral 50” o la “Top 50”, ma lo sono anche quelle “create per te” come la “Daily Mix”, la “Release Radar” e la “Discover Weekly”;
  • Editoriali, curate da persone reali che lavorano per Spotify e decidono in base al loro giudizio cosa inserire e cosa no. Sono quelle che incontri navigando nei vari generi musicali e alcune di queste hanno milioni di follower;
  • Curate dagli utenti, che hanno la possibilità di manifestare i loro gusti musicali includendo i brani che più gli piacciono. Alcune di queste sono molto seguite, altre lo sono meno ed altre ancora non lo sono affatto.

Nella relativa sezione potrai vedere in che misura ciascuna playlist sta contribuendo all’ascolto delle tue canzoni, il che ti fornirà preziosissime informazioni.

Entrare nelle playlist algoritmiche “create per te”, come ad esempio la Daily Mix, vuol dire che la tua musica potenzialmente rientra nel gusto degli utenti e di conseguenza sarà Spotify stessa a proporla. Se i tuoi brani non saranno skippati troppo spesso, avranno ottime probabilità di fare ascolti e verrà generato un circolo virtuoso che li farà comparire anche in quelle create dagli utenti, rafforzando quindi la loro presenza in quelle algoritmiche.

Il grande obiettivo di tutti è sicuramente quello di finire nelle playlist editoriali più seguite e anche se non è né facile né immediato questo meccanismo le può portare, anche se sei un artista indipendente.

Le Statistiche del pubblico Spotify

Questa è forse la parte che, analizzando i dati delle persone che apprezzano la tua musica, risulta la più utile e ricca di informazioni.

Le statistiche base rappresentano l’identikit dei tuoi ascoltatori: qual è il loro sesso? quale la loro età media? A quali aree geografiche appartengono? Identificare correttamente il proprio pubblico anzitutto ci fa capire se il target che avevamo pensato per la nostra musica è più o meno corretto. Magari pensavamo di avere successo con i teen-ager e invece scopriamo di essere apprezzati dai trentenni. Questo potrebbe portarci a comprendere se il nostro percorso artistico sta avanzando come avevamo previsto o se invece dobbiamo pensare di modificare qualcosa.

Più semplicemente questi dati ci forniranno preziosi suggerimenti su come comunicare con il nostro pubblico, aumentare gli stream Spotify, e ad esempio capire quale sarà la piattaforma social più adatta per comunicare e fare promozione. L’area geografica inoltre sarà una preziosa informazione se stiamo pensando di pianificare un tour o anche semplicemente se pensiamo di andare a suonare live in qualche locale.

Altri dati importanti da analizzare sono quelli relativi ai nostri ascoltatori, follower e stream e sul rapporto che intercorre tra di loro. Se ad esempio ci accorgiamo che i nostri ascoltatori sono in numero molto maggiore rispetto ai follower questo vorrà dire che la nostra musica piace, ma non abbastanza da indurre chi la ascolta a seguirci direttamente come artista. Se viceversa notiamo di avere più follower che ascoltatori questo denota un certo disinteresse da parte del nostro pubblico che dovrebbe essere più affezionato. Abbiamo per caso cambiato qualcosa di recente nel nostro modo di proporci, comunicare o di fare musica? Potrebbe essere meglio rivedere qualcuna di queste scelte.

Un ulteriore rapporto da considerare è quello tra gli stream mensili e gli ascoltatori. Si tratta ovviamente di numeri che sarebbe bene crescessero entrambi all’unisono, ma se il loro rapporto cresce vuol dire che chi ti ascolta lo fa in maniera sempre più convinta ed è sempre più coinvolto dalla tua musica. Questa è la base per fare crescere i tuoi fan ed essere sempre più presente nelle loro playlist.

Nella sezione relativa al pubblico avrai la possibilità di visualizzare da quale flusso provengono i tuoi ascolti, e potrai scoprire anche qui cose totalmente inaspettate relative alla tua produzione musicale. Queste le tipologie dei flussi di ascolto analizzate:

  • Il tuo profilo di artista, quelli che ti cercano direttamente e per consultare e riprodurre il tuo catalogo musicale;
  • Playlist degli ascoltatori, ovvero gli stream che provengono degli utenti che ascoltano le loro playlist nelle quali hanno incluso i tuoi brani;
  • Playlist di altri ascoltatori, gli stream provenienti da playlist create da altri utenti;
  • Playlist algoritmiche, compilate automaticamente da programmi ma proprio per questo anche le più democratiche ed accessibili mediante adeguate strategie;
  • Playlist editoriali, curate personalmente da editor professionisti, molto seguite ma di conseguenza molto ambite e di difficile accesso;
  • Altro, come il client web di Spotify, televisioni smart o riproduttori avanzati che usano l’intelligenza artificiale per proporre autonomamente la musica.

Inutile sottolineare come l’interpretazione corretta di questi dati ci dirà tantissimo sul nostro modo di fare musica e sull’esito più o meno buono delle nostre attività promozionali.

Sei un artista? Se vuoi inserire il tuo brano su centinai di playlist, contattaci oggi stesso per discutere un piano di crescita!

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